Produzioni

NOVITA' 2019-2020

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MISTERO BUFFO 50

di Dario Fo e Franca Rame

con Mario Pirovano

È il 1983 quando Mario Pirovano incontra per la prima volta Dario Fo e Franca Rame in Inghilterra; nello stesso anno entra a far parte della loro Compagnia Teatrale partecipando a tutti gli spettacoli con svariati ruoli e mansioni, fino a quando nel 1991 debutta da protagonista portando in scena Mistero Buffo con la regia dello stesso Dario Fo. Mistero Buffo, il capolavoro che ha segnato la storia teatrale del Novecento, è uno straordinario impasto comico-drammatico le cui radici affondano nel teatro popolare, quello delle sacre rappresentazioni medievali (chiamate misteri), dei giullari e della commedia dell’arte. Per anni Dario Fo, insieme a Franca Rame, ha raccolto racconti orali, leggende e documenti di teatro popolare di varie regioni italiane e li ha ricostruiti in questo spettacolo. I monologhi, fortemente provocatori, hanno un sapore ironico e profetico che diverte, stimola, affascina; uno spettacolo che ha la capacità di coinvolgere anche le più giovani generazioni. Le giullarate, infatti, affrontano tematiche sempre attuali: il potere, l’ingiustizia, la fame, la ribellione, la ricerca di una vita degna da condividere gioiosamente. I continui richiami all’attualità che fanno da cornice ai vari brani svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di riflessione ma anche di incontenibile comicità. I brani sono recitati in un linguaggio che mette insieme vari dialetti dell’Italia settentrionale e centrale: una lingua perfettamente comprensibile grazie alla potente gestualità di Mario Pirovano, che lo stesso Fo ha definito ‘fabulatore di grande talento’.

La foto di Mario Pirovano usata in Locandina è di Fabio Pirazzi.

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MISTERO BUFFO PARTI FEMMINILI

di Franca Rame e Dario Fo

con Lucia Vasini

50 anni fa debuttava Mistero Buffo. Spettacolo che ha una storia particolare perché si basa sulla resurrezione di testi antichi della tradizione popolare, che erano andati perduti. Testi che venivano inventati dai giullari, attori girovaghi, spesso perseguitati dalle autorità. L’unica traccia rimasta dei canovacci di scena e dei testi di queste giullarate medievali sono alcuni racconti e le annotazioni di qualche scrivano appassionato di teatro. La carta a quel tempo era molto costosa e allora questi appunti venivano scritti sui bordi degli atti notarili. C’era poco spazio e quindi erano annotazioni sintetiche, con il titolo delle singole scene e poco più. Alla fine degli anni sessanta alcuni docenti universitari chiesero a Dario Fo se riusciva a capirci qualche cosa. Dario non sapeva cosa rispondere e si portò a casa questi testi per parlarne con Franca. Quando Franca Rame lesse le annotazioni medioevali si rese subito conto che si riferivano a situazioni teatrali che lei aveva recitato da ragazza, erano canovacci che contenevano l’indicazione di trame e dialoghi che facevano parte della tradizione della Commedia dell’Arte. Cercando, scrivendo e riscrivendo, dal minuzioso lavoro di Franca Rame e Dario Fo, nacque Mistero Buffo. Oggi riportiamo in scena, grazie alla maestria di Lucia Vasini, i monologhi recitati da Franca Rame.

Mistero Buffo Parti Femminili è uno spettacolo che celebra la figura della donna, uno spettacolo dedicato all’oggi, momento storico in cui il mondo non è mai stato così poco degli uomini.

La foto di Lucia Vasini usata in Locandina è di Lidia Bagnara. 

JacopoDarioFrancaFotoArchivio

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COM'E' ESSER FIGLIO

DI FRANCA RAME E DARIO FO

di e con Jacopo Fo

Jacopo Fo raccoglie in un libro, che poi si fa spettacolo, una serie di racconti e ricordi per cercare di rispondere alla domanda che in assoluto gli è stata fatta più volte nel corso della sua vita: Com’è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo? Ma anche…Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato? Cosa hai imparato? Tutte curiosità a cui cerchi di dare una risposta, quesiti che all’inizio di un’intervista sai già che ti verranno posti. In questo racconto Jacopo Fo cerca di portarci un po’ nel suo mondo di guitti e attori girovaghi, di affabulatori, di scenografi e disegnatori di favole che hanno sempre delle salde fondamenta nella storia del nostro paese.

“Quello che penso di poterti segnalare scrivendo questo racconto, è l’esistenza di alcuni meccanismi elementari che nella mia storia sono stati particolarmente importanti perché sono nato in una famiglia governata dagli estremi, da situazioni al limite della realtà, e ho visto cose che a non tutti capita di vedere. Quel che mi interessa raccontare è il punto di vista inusuale dal quale mi sono trovato a guardare. In effetti, in questo momento non ho esattamente la capacità di dare grandi consigli o di dire verità immense e universali. Scrivo per mettere in fila i fatti salienti e magari capirci qualche cosa, pensando contemporaneamente che una simile sfilata di eventi possa servire a qualcun altro che magari possa arrivare a sintetizzare qualche idea sensata su cosa stiamo qui a fare, vivi, e cosa potremmo fare di utile o quantomeno di gradevole.”

Fo Rame 2
Franca Rame Dario Fo MusAlab
Franca e Dario - teatro amore

MARIO PIROVANO

ONE MAN SHOW
Mario Pirovano san francesco dario fo

LU SANTO JULLARE FRANCESCO

di Dario Fo e Franca Rame

Dalle ricerche di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura 1997, un memorabile lavoro sulla vita di San Francesco. Un ritratto inedito del più straordinario innovatore del pensiero cristiano, per parlarci dei grandi temi che attraversano la società contemporanea.

Lavorando su leggende popolari, su testi canonici del Trecento e su documenti emersi negli ultimi cinquant’anni, Dario Fo elabora un’immagine non agiografica di san Francesco: spogliato dal mito, ritroviamo un personaggio provocatorio, coerente, coraggioso, ironico.
Del resto era lo stesso Francesco a definirsi “jullare di Dio”, e questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i “Joculatores” considerandoli buffoni osceni!

Dice Fo: “Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l’andamento del sermone. Sappiamo pure che cantava, recitava, si muoveva con tutto il corpo, braccia, gambe, piedi, suscitando divertimento ma anche commozione fra i presenti…”

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Johan Padan Mario Pirovano

JOHAN PADAN

A LA DESCOVERTA DE LE AMERICHE

di Dario Fo e Franca Rame

L’altra faccia di una storia

“Chiediamo perdono soprattutto ai primi abitanti della nuova terra, agli Indios, e poi anche a coloro che come schiavi furono qui deportati dall’Africa”.
Giovanni Paolo II, Santo Domingo, 1992

Questa è “l’altra storia” che nel 1992 (cinquecento anni dopo la scoperta dell’America) Dario Fo ha voluto consegnarci facendo tesoro delle opere di scrittori come Guerrero, Altavilla, Cabeza de Vaca, Hans Staden, di tanti che in prima persona hanno vissuto le vicende epiche narrate, ma sono stati presto dimenticati.

E’ il racconto che parla dei “nullagonisti”, gli ultimi della ciurma, comprimari di bassa forza provenienti da tutti i paesi d’Europa, marinai che si trovarono a passare dalla parte dei conquistati.

Johan Padan, uomo delle montagne, si ritrova su una nave per sfuggire all’Inquisizione veneta e da Siviglia si spinge con i marinai di Colombo sin nelle Indie, precisamente in Florida. Qui viene fatto prigioniero, ma si salva, diventa sciamano, “figlio del sole e della luna” ed insegna le storie dei Vangeli a migliaia di Indios per salvarli dai conquistadores.
La narrazione di Pirovano si snoda come un film, con un montaggio frenetico di immagini, colori, suoni, in un continuo susseguirsi di colpi di scena, tra scenografie fantastiche create con il solo racconto, da un uragano ai fuochi d’artificio… e i personaggi, umani ed animali, prendono vita in un turbinio di ilarità.

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Mario Pirovano Ruzzante

IL MAGNIFICO RUZZANTE

di Dario Fo

El naturale in fra de gi uomeni e le femene è la più bela cosa che sipìa

Angelo Beolco, detto Ruzzante (1496-1542)

“Chiediamo perdono soprattutto ai primi abitanti della nuova terra, agli Indios, e poi anche a coloro che come schiavi furono qui deportati dall’Africa”.
Giovanni Paolo II, Santo Domingo, 1992

Il Ruzzante, così chiamato dal nome di un suo personaggio, è il più grande autore di teatro che l’Europa abbia avuto nel Rinascimento prima ancora dell’avvento di Shakespeare.

Commediografo, attore, capocomico, ha anticipato maschere ed intrecci tipici della commedia dell’Arte ed ha saputo fondere il tragico e il comico in maniera tale che l’Ariosto, suo contemporaneo, lo definì ‘meraviglioso’.

Uomo estremamente colto, Ruzzante si opponeva ai ruoli convenzionali sia nella società che nella letteratura, prendendosi gioco dei saccenti e degli accademici. Le sue opere furono censurate per tre secoli in seguito alla Controriforma; riscoperte dai Francesi, tornarono sulle scene italiane soltanto nel secolo scorso.

Le commedie del Ruzzante si rifanno ai  ‘mariazi’ tradizionali e alle farse oscene di derivazione boccaccesca: nel linguaggio fortemente realistico del dialetto pavano, sono rappresentati i temi di sempre, come le fatiche del lavoro ma anche i piaceri della vita, il contrasto fra città e campagna, l’ingiustizia sociale … Il contadino Ruzzante ci mostra, pur nello scherzo e nell’ironia, le tensioni che colpiscono gli strati sociali più umili, la violenza dell’agire umano e l’ assurdità del ‘roerso mondo’ – il mondo alla rovescia –.

Mario Pirovano mette in scena, sotto forma di monologhi, quattro pezzi del Ruzzante ricostruiti da Dario Fo in un linguaggio che ne permette la facile comprensione al pubblico di oggi, pur mantenendo la traccia del dialetto originario. Sono i testi che ha recitato nel gennaio 2015, per la prima volta in Belgio, a Bruxelles.

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IN FUGA DAL SENATO

di Franca Rame

Spettacolo tratto dall’omonimo libro autobiografico di Franca Rame.

In scena Mario Pirovano viene affiancato dall’attrice Sara Bellodi

“Franca Rame ripercorre l’esperienza amara fatta in Parlamento tra il 2006 e il 2008, 19 mesi trascorsi in Senato e raccontati attraverso storie, aneddoti, personaggi con la sensibilità teatrale e comica di chi, come Franca, è sempre stata sulla scena. Fino all’ultimo. Senza mai abbandonare lo spirito originario dell’impegno civile e politico che l’ha portata, dopo tante battaglie, a dare le dimissioni da senatrice. Una testimonianza unica perché ci fa vedere nei suoi aspetti più grotteschi la distanza che separa chi crede nella politica come servizio e chi invece la politica la fa solo per mestiere” (Dario Fo)

Dal libro autobiografico scritto da Franca Rame e pubblicato pochi mesi dopo la sua morte, Dario Fo ha tratto un copione teatrale nel quale ha inserito anche pezzi dei suoi monologhi più famosi intrecciando storie antiche con quelle di oggi. Lo spettacolo fu portato in scena dallo stesso Fo con alcuni attori della Compagnia per la prima volta nel 2013 in poche città italiane come anteprima. Il suo valore sta non soltanto nella rievocazione di un’esperienza vissuta con straordinaria consapevolezza, ma anche nell’ attualità di una descrizione che svela i meccanismi del potere nella loro danza folle.
E’ questa “danza” che vedremo in questo spettacolo, resa dalle capacità di fabulazione dei due attori che si muovono sulla scena alternando ironia e disincanto, per restituire allo spettatore i momenti e le atmosfere di quel luogo che Franca Rame definiva “il frigorifero dei sentimenti”.

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DARWIN

di Dario Fo

“Darwin” è l’ultimo lavoro artistico di Dario Fo, nel quale l’attore Mario Pirovano ha avuto la straordinaria opportunità di affiancare il suo Maestro fino all’ultima rappresentazione, il 15 settembre 2016.

“Ho voluto raccontare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Perché? Perché siamo ignoranti, in troppi non sappiamo da dove veniamo e perché.” (Dario Fo)
Mario Pirovano raccoglie la richiesta espressa con insistenza da Dario Fo, di continuare a far conoscere la vita e l’opera di Charles Darwin ritenendola fondamentale per le giovani generazioni. Lo fa in uno spettacolo particolare e sorprendente.

Appassionato di arte pittorica prima ancora che di teatro, negli ultimi anni della sua vita Dario Fo era tornato a questa sua primitiva passione dipingendo centinaia di opere. L’ultima mostra da lui realizzata è costituita da circa 90 quadri, avvincenti per colori, fantasia e paesaggi, che hanno per oggetto la vita e le scoperte del padre della teoria evoluzionistica. In realtà non si tratta soltanto di una mostra: i quadri costituiscono infatti anche lo sfondo “scenografico” e il percorso della narrazione.

La vita dello scienziato, inserita nel contesto storico dell’Inghilterra dell’Ottocento, si snoda tra le avventure, i viaggi, le scoperte, l’ ostilità dell’ambiente accademico, la dedizione alla ricerca. Nei dipinti e nel racconto rivive anche la storia millenaria degli animali e degli uomini nella lotta per la sopravvivenza, così come Darwin l’ha ricostruita tra il rigore scientifico e lo stupore dell’immaginazione.

In questo spettacolo-mostra-lezione, nel quale Mario Pirovano si esibisce assieme ad un’attrice, il valore della recitazione si fonde con la bellezza dei dipinti, l’impegno umano alla conoscenza si unisce alla responsabilità civile della divulgazione. Il risultato è gioia e arricchimento.

JACOPO FO

Autore, Attore e Regista
jacopofo Lo zen e l'arte di far l'amore spettacolo CTFR

LO ZEN E L'ARTE DI FAR L'AMORE

di Jacopo Fo

Come far impazzire le donne a letto (e gli uomini in piedi). Come si fa dalla A all Z. Come si prende e come si mette. Come strapazzarlo coi muscoletti vaginali. Come frullarla più a lungo. Come funzionano le nuove posizioni amatorie e le antichissime tecniche tantriche. Farlo nella posizione del gatto, in quella del topo e in quella del gatto e del topo. Dov’è la clitoride. Dov’è il punto G. Dov’è che piace di più agli uomini.

Uno spettacolo sul sesso, perversioni, deviazioni e atti di libidine. Se siete uomini, dopo aver visto questo spettacolo, sarete più tosti di Mickey Rourke e Woody Allen messi insieme. Dopo che l’avrete vista gridare che la metropolitana di Mosca al Vostro confronto è flaccida, correrete per la strada di notte urlando: “Mamma, perché mi hai fatto così maschio?”. Se siete una donna state attente: questo spettacolo trasformerà la Vostra pisella in un’arma mortale, un paradiso terrestre, un luogo di delirio e di tempesta. Gli uomini non solo vi chiederanno il numero di telefono , ma vi telefoneranno pure. Vorranno sposarvi, vi vorranno erigere statue, vi vorranno Presidente della Repubblica o Papa. E se decidete di Vendervi potrete chiedere qualunque cifra.

L’Autore: ha sofferto in gioventù di eiaculazione precoce, acne e rachitismo. Saltuariamente colpito da impotenza, cistite e sdoppiamento della personalità, migliora la sua situazione quando incontra una sacerdotessa indiana che gli insegna i primi rudimenti dello Yoga tantrico. Dopodiché, intravedendo una via d’uscita, si lancia nello studio e soprattutto nella pratica. Prova di tutto, dalla macrobiotica afrodisiaca al Kung-Fu erotico. Si esercita molto da solo, visiona milioni di Film, romanzi, fotoromanzi e si dedica ad interviste sistematiche su argomenti scabrosi. Quando raggiunge i 33 anni non viene crocefisso nonostante lo faccia ormai come un Dio. Miracola centinaia di donne che finalmente si godono un rapporto sessuale. La voce si sparge e Lui è assediato. Il 24 luglio 1984 dichiara:”Non posso fare tutto da solo!”. Quindi si da all’insegnamento, insegna il sesso ai comunisti dalle pagine dell’Unità e poi inizia a girare il mondo tenendo corsi, conferenze e dimostrazioni pratiche. Ormai considerato da molti un vate dell’accoppiamento armonioso, vive in totale ascetismo sulle montagne dell’Himalaya. I maligni dicono che si sia in realtà infatuato della moglie dello Yeti (creatura molto meno pelosa).

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CALZINI SUL COMÒ, TI AMO MA NON LI TROVO

di Jacopo Fo

La vita potrebbe essere meravigliosa se non ci fossero disastri sentimentali. Non ci sarebbero neanche le guerre. Io mi sento di poter affrontare questo tema di fronte a una platea solo perché, modestamente, nel settore patimenti amorosi strazianti, notti insonni a piangere e a strapparsi i capelli e i peli delle ascelle, sono un’autorità internazionale. Non avete mai provato a strapparvi i peli delle ascelle per la disperazione? Dovreste provare, è un’esperienza. E in questo spettacolo ve lo dimostrerò. Ho delle cicatrici. Si, parecchie. E tutte zig zagate, perché così fa più male.Quando le hanno viste al pronto soccorso volevano farmi l’anestesia prima di ricucirmele. Ma io ho detto: “No. Il dolore fisico non è nulla.” Subito dopo hanno iniziato a ricucirmi ed ho iniziato a urlare e ho chiesto se sull’anestesia potevo ripensarci. Anzi gli ho chiesto se potevano darmi tutta l’anestesia che avevano. E magari lanciare anche un allarme regionale per requisire quella di altri ospedali. Comunque in questo spettacolo non mi occuperò del dolore. Piuttosto di quelle domande trabocchetto tipo: Ti sembro ingrassata? Non sono domande, sono pistolettate alla schiena. Qualunque risposta io ti dia sono un uomo morto. Se dico di no mi rispondi: ”Si vede che non mi guardi più!”Se dico: “Sei ingrassata appena un pochino ma potresti fare un po’ di ginnastica e torni subito in forma” sono un uomo finito e gli amici del bar parleranno di me al passato.Comunque parlerò anche delle soluzioni.Questo è uno spettacolo ottimista, in fin dei conti. Ad esempio io ho riscontrato miglioramenti drastici quando ho scoperto che è inutile essere sinceri, onesti e coerenti, trattare le donne da uomo a uomo. Se tu semplicemente non hai voglia di andare all’Ikea e glielo dici lei, semplicemente, ha una caduta del desiderio sessuale che supera la caduta del muro di Berlino. Se invece fai oscenamente finta di essere entusiasta dei tavolini di sequoia olandese daltonica, rifiniti con olio di coccinella australiana lei poi ti fa il famoso Sorriso Ikea. E vi posso giurare che è meglio della caduta delmuro di Berlino in tutti i sensi.

Jacopo Fo

TI AMO MA IL TUO BRACCIO DESTRO MI FA SCHIFO, TAGLIATELO!

di Jacopo Fo

Sua stupidità Jacopo Fo, dopo aver svelato al mondo i segreti dell’anatomia sessuale e del Tantra dolce si occupa dell’altro grande mistero della vita: perché siamo così coglioni? La stupidità è congenita in tutti i bipedi e iscrive in un’unica categoria demenziale galline, struzzi e umani?
Jacopo Fo non si limita a raccontare in modo esilarante i suoi propri livelli di idiozia esperenziale, egli, seguace della filosofia del teorico della stupidità Carlo Maria Cipolla, giunge a creare una mappa storico etnica dell’imbecillità umana.
Ma prima che la platea scoppi in lacrime il giovane Fo dimostra, coinvolgendo gli spettatori in esperimenti sonori energetici, che esiste la possibilità di utilizzare vantaggiosamente la stupidità.
In pochi minuti tutti scoprono di saper emettere suoni celestiali di impressionante armonia e vengono distribuite senza sovraprezzo sul biglietto iniziazioni in antiche tecniche pranoterapeutiche che il Fo ha appreso nei 20 anni trascorsi nell’unico monastero al mondo dotato di un ristorante a 5 stelle: la Libera Università di Alcatraz.
Questo non è il solito spettacolo di Cabaret, questo è il più grande evento sciamanico dopo l’apertura delle acque del Mar Rosso.
Quando la gente dopo 2 ore se ne torna a casa parla simultaneamente nuove lingue, sente odori sconosciuti e balla il Rock & Roll in un modo tale che la vita la vedi, la senti, la tocchi.
Se decidete di portare questo spettacolo nella Vostra città guadagnerete un mucchio di soldi ma non andate a vederlo: la Vostra vita ne resterebbe sconvolta. P.S.
Lo spettacolo è garantito esente da paccottiglia new age, next age, trash age. Niente poteri paranormali, guru, maestri onniscenti. 100% materia liquida, solida e gassosa.

GESÙ ERA UN PROFUGO SIRIANO

di Jacopo Fo

San Giuseppe e la Madonna dovettero fuggire in Egitto per salvare il piccolo Gesù dalla furia sterminatrice di Erode. Per loro fortuna non incontrarono reticolati e guardie di confine né ebbero problemi con i permessi di soggiorno. E non affrontarono neppure il problema del colore della loro pelle perché gli egiziani erano piuttosto scuri come loro… Sì, perché Gesù non era biondo con gli occhi azzurri… Gli ebrei a quei tempi erano mediamente più scuri di Obama, alcuni addirittura neri!
Oggi le persone che cercano rifugio in Europa dalle guerre devono affrontare ogni sorta di pericolo. Forse noi fortunati abitanti dei paesi ricchi dovremmo fare di più per questi popoli. C’è un razzismo strisciante verso questi extracomunitari, un razzismo che spesso non è neanche tanto strisciante.
Sono diversi da noi? Sono ignoranti? Sono incivili? Forse la scuola avrebbe dovuto insegnarci un po’ di più sui popoli mediorientali, ad esempio che il Burka non c’entra niente con l’Islam e che la Bibbia tratta molto peggio le donne del Corano.
Il teorema di Pitagora era noto ai sumeri mille anni prima della nascita di Pitagora, nel Medio Evo i sapienti europei studiavano medicina, matematica e astronomia sui testi arabi. Adamo ed Eva, gli inventori dell’agricoltura, i primi faraoni e i primi imperatori cinesi erano neri. Erano neri Esopo, Annibale e i primi navigatori che raggiunsero l’America. 
Questo spettacolo racconta storie di extracomunitari che hanno dato ai bianchi, lezioni scientifiche, militari e umane. E in questo momento di grandi crisi economica e culturale sarebbe forse il caso di farci una domanda: nella foga di conquistare il mondo ci siamo persi qualche cosa? Ed esiste un modo di pensare extracomunitario che per fortuna non si è estinto ed ora potrebbe esserci
necessario come l’acqua. Nell’Africa nera c’è un detto che dice: i bianchi hanno gli orologi, noi abbiamo il tempo!

ECOLOGIA, FOLLIA E DINTORNI 

di Jacopo Fo

Contro la guerra, contro l’inquinamento, contro la noia, puoi fare subito una cosa concreta e ottenere immediatamente un risultato positivo. Basta un pizzico di volontà e tanta creatività!

Questo spettacolo vuole trasmettere un messaggio: la specie umana è il fattore principale dello stato attuale dell’ecosistema, se non ci diamo da fare nella direzione dell’applicabilità delle linee guida dello sviluppo sostenibile, ovvero economia delle risorse disponibili, la limitazione del consumo delle medesime, l’inquinamento continuerà a prendere delle proporzioni sempre più drastiche. La situazione è critica ma non è disperata. Ma servirebbero nuove idee, nuove energie, nuove strategie per salvare questa umanità che viaggia verso l’estinzione a velocità abissale. E anche i miei rapporti sentimentali avrebbero bisogno dell’intervento di una task force di autorità sovrannazionali di grande prestigio ed esperienza. Ma le migliori menti del pianeta hanno altro da fare che occuparsi della felicità e della sopravvivenza della specie umana e dell’ambiente, e quindi ci tocca risolverci i problemi da soli. Magari potremmo scoprire che quando la situazione è seria, l’unica soluzione è farla ridere. Le persone serie sono inaffidabili e hanno portato l’umanità sull’orlo della catastrofe. Riusciranno i comici a salvare il mondo? Molto improbabile. Ma non impossibile. Partendo dall’assunto che ogni individuo ha in sé le capacità e le potenzialità per vivere al meglio, il nostro obiettivo è quello di fare emergere queste capacità attraverso giochi ed esperimenti creativi e divertenti, per toccare immediatamente con mano quanto si va a comunicare. “Sposare” l’Ironia con la Scienza, al fine di trasmettere alle persone, e soprattutto alle nuove generazioni una certa sensibilizzazione ai temi ambientali, non rimanendo però sul teorico, ma promovendo veri e propri atteggiamenti eco-virtuosi, sperimentati e accertati come metodi innovativi che gravitano in piena sintonia con una vera e propria “economia del risparmio”. Inoltre, questa modalità di iniziativa culturale ed economica è proprio la nostra mission: usare la nostra capacità di informazione e di relazione per dare gambe concrete a una nuova concezione della vita. Lo facevamo 20 anni fa pubblicizzando e consociando piccoli produttori, centri culturali e terapeuti tanto più lo vogliamo fare oggi, in grande, usando tutto il peso della nostra esperienza in questo settore. Non c’è la separazione che si trova comunemente nel mercato dove chi informa e chi pubblicizza sono semplicemente persone pagate per farlo. Noi vogliamo farlo perché è il centro del nostro progetto. Solo se l’economia delle nuove tecnologie otterrà risultati eccellenti potremo arrivare a un miglioramento rapido delle condizioni ambientali e sociali del pianeta. 

Lo spettacolo è garantito esente da paccottiglia new age, next age, trash age. Niente poteri paranormali, guru, maestri onniscenti. 100% materia liquida, solida e gassosa.

Eventi e Spettacoli

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