Strati della Cultura. Iniziativa organizzata tra Cesena e Bologna dal 28 al 30 Novembre 2019.

Strati della Cultura. Iniziativa organizzata tra Cesena e Bologna dal 28 al 30 Novembre 2019.

Per il dodicesimo anno consecutivo, l’Arci di Cesena ha promosso l’iniziativa “Strati di Cultura”, con eventi che si sono svolti tra Bologna e Cesena dal 28 al 30 novembre 2019. In occasione della serata di venerdì 29 novembre, presso la Casa del Popolo di Sant’Egido (Cesena), è stata allestita una mostra fotografica dedicata allo spettacolo “Grande pantomima con pupazzi grandi, piccoli e medi” di Dario Fo e Franca Rame, messo in scena dagli stessi nel 1968 proprio presso la Casa del Popolo di Sant’Egidio.

Articolo pubblicato su Corriere Romagna il 29 novembre 2019.


Il circuito teatrale alternativo rivive sulle orme di Fo e Rame

Dopo la rottura anti-censura con la Rai, portarono il loro talento nelle Case del Popolo, anche a Sant’Egidio: omaggio con Mercadini

Di Valentina Togni

Il 25 ottobre 1968 grazie all’intuizione di Marisa Marisi, allora presidente del comitato Arci di Cesena, alla Casa del Popolo di Sant’Egidio andò in scena “Grande pantomima con pupazzi grandi, piccoli e medi”, di Dario Fo e Franca Rame. Ne abbiamo parlato oggi con Jacopo Fo, alla vigilia di un omaggio a quella stagione indimenticabile.

Com’è nata la collaborazione tra Nuova Scena e l’Arci?
“Nel 1962 Dario Fo e Franca Rame vengono ingaggiati dalla RAI per scrivere e recitare a Canzonissima. I due attori sono spesso censurati per i temi trattati, allora assolutamente tabù per la televisione. Alla settima puntata, in contrasto con la continua censura, decidono di abbandonare la trasmissione in segno di protesta. È in quegli anni che nasce l’idea di dar vita a un circuito teatrale alternativo. Resisi conto che il loro lavoro è lontano dalle masse popolari, decidono di portare il teatro nelle “periferie”, nelle fabbriche, nelle Case del Popolo. In questi luoghi inusuali non vi sono palcoscenici, bisogna portarsi dietro un “palcoscenico viaggiante”, per realizzare quel teatro di qualità che gli artisti vogliono proporre al loro nuovo pubblico. I volontari sono fondamentali: sono coinvolti nel montaggio, nell’allestimento e nella promozione degli spettacoli. Il pubblico risponde in maniera entusiastica e spesso è un pubblico che assiste per la prima volta a uno spettacolo. Una formidabile opera di alfabetizzazione teatrale e culturale. Ogni rappresentazione è seguita da un dibattito. Il lavoro teatrale diventa relazione, ogni spettacolo permette uno scambio vitale di idee e riflessioni tra artisti e pubblico. L’esordio del “circuito alternativo” avviene proprio alla Casa del Popolo di Sant’Egidio il 25 ottobre del 1968, occasione in cui viene messa in scena “Grande pantomima con pupazzi piccoli e medi”; il successo dell’iniziativa è fondamentale per inaugurare e sviluppare il circuito”.

In quegli anni il teatro si è fatto luogo di emancipazione culturale e sociale. Qual è lo stato di salute del teatro oggi?
“Oggi abbiamo un’esplosione di creatività che non si è mai vista nella storia del mondo. Il teatro è una forma di comunicazione strepitosa. Oggi migliaia di persone fanno teatro, sono parte di compagnie teatrali amatoriali e non. Il numero di spettatori credo sia in crescita. Vi sono circuiti amatoriali poco visibili ma molto fertili e vivaci”.

Oltre 400 i circoli Arci impegnati su questo fronte in Italia. Per St®ati della Cultura “Nuove Scene / Nuovi Spazi”, venerdì 29 novembre Roberto Mercadini torna sulla scena “popolare” della Casa del Popolo di Sant’Egidio, già battuta da Dario Fo e Franca Rame nel Sessantotto, per ribadire il ruolo sociale e creativo del teatro.

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